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Palazzo Melzi d'Eril

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La Storia 

Il palazzo risale in origine al Settecento e rispecchiava infatti nella sua forma originaria il gusto neoclassico.  La contrada in cui sorgeva l’edificio era detta “cavalchina” perché vicina alla dimora della famiglia Cavalchino nei pressi di Porta Nuova, ma la storia del palazzo è legata alla famiglia Melzi d’Eril, una delle più antiche dinastie nobili del capoluogo lombardo. La dimora fu acquistata infatti, durante il periodo napoleonico, da Francesco Melzi d’Eril, duca di Lodi, che vi morì il 15 gennaio 1816 e passò poi in eredità al pronipote Lodovico, che provvide a una totale riedificazione dell’abitazione. Fu Giacomo Moraglia a occuparsi del rifacimento, intorno al 1840, dell’edificio storico.  L’interno del palazzo è stato oggetto di un totale rinnovamento da parte del Moraglia che provvide a eliminare qualunque particolare di gusto neoclassico a favore di una maggiore fastosità del salone e a rielaborare la sistemazione degli appartamenti privati in vista di una maggiore funzionalità. Insomma, Moraglia realizza un aggiornamento “alla moderna”, adeguando gli spazi a nuove esigenze di funzionalità.

L’impianto architettonico è stato purtroppo danneggiato dal tempo e dagli eventi bellici. E si sono resi necessari interventi volti al recupero della antica dimora, così legata all’arte e alla storia di Milano. Alcuni vani sono sopravvissuti all’avversità della storia: l’ampio e monumentale scalone, che conduce al piano nobiliare e che rievoca tutt’oggi, con le sue elaborate decorazioni anni Cinquanta del XIX° secolo, l’idea di un gusto e di un’ambientazione perduti. E la stanza pompeiana (detta biseo),che fungeva da anticamera all’appartamento padronale, che, con le sue raffinate decorazioni, testimonia un gusto tardo neoclassico.

Il palazzo Melzi d’Eril è oggi sede della Fondazione Cariplo, e benché recuperato ad un uso attuale e moderno, resta una significativa testimonianza d’arte e di storia. 

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